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Singolo evento | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

Battaglia del Jarama

Data di inizio: 5 Feb 1937
Data di fine: 27 Feb 1937
Periodo storico: Guerra di Spagna

Svoltasi nei dintorni di Madrid tra il 5 e il 27 febbraio del 1937, la battaglia che prende il nome dal fiume Jarama è un’offensiva nazionalista per tagliare la strada Madrid-Valencia e le comunicazioni tra le due sponde alle forze repubblicane. Alla battaglia, partecipano più di 30000 nazionalisti (appoggiati dagli aerei della "Legione Condor" hitleriana) contro le sedici brigate repubblicane, di cui quattro internazionali: l’11ª, la 12ª, la 14ª e la 15ª. Tra il 6 ed il 10 febbraio i franchisti occupano Marañosa (cima di 697 metri) e la città  di Ciempozuelos, raggiungendo la confluenza tra i fiumi Manzanarre e Jarama: la strada Madrid-Valencia è posta sotto il tiro dei cannoni nazionalisti. L'11 febbraio i moros franchisti attraversano il fiume attraverso il ponte di Pindoque. Tra il 12 e il 13 la battaglia è al suo culmine: i franchisti occupano la cima del Pingarrón ed avanzano sull'abitato di Arganda e su Morata de Tajuña. Il Battaglione Garibaldi (12ª BI) è chiamato a difendere Arganda mentre Morata è difesa dalla neocostituita 15ª Brigata internazionale. Ad Arganda l'artiglieria nazionalista causa molti caduti tra le file repubblicane: nella battaglia è ferito tra gli altri il comandante Randolfo Pacciardi. Lo stesso 12 febbraio ha luogo la battaglia a Morata de Tajuña, cui prende parte la 15ª Brigata internazionale, costituita dai battaglioni "Dimitrov" (composto da jugoslavi, al suo interno è inquadrata una compagnia interamente di italiani); "Inglese" (composto da inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi); "Lincoln" (composto da americani, tra cui molti afroamericani); "6 febbraio" (franco-belga). La sera del 12 l'avanzata franchista è bloccata ma le perdite sono gravissime: dei 600 uomini del battaglione inglese che difendono la "collina del suicidio", due terzi sono caduti o feriti. Il 13 avviene una battaglia aerea nella quale le forze repubblicane mantengono una certa superiorità . Le Brigate internazionali difendono il fronte tra Arganda e Morata. Il 16 febbraio si incorpora alle file nazionaliste presso Ciempozuelos una formazione parafascista irlandese, nota come "camicie azzurre", agli ordini di Eoin O'Duffy: per un'incomprensione si scontra con una bandera nazionalista, lo scontro produce 4 morti. Il 17 febbraio ha inizio la controffensiva repubblicana per la conquista delle cime la Marañosa e Pingarrón: nella giornata ha luogo una delle più grandi battaglie aeree sostenute sino a questo momento nel conflitto. Dopo diversi e ripetuti tentativi dalle due parti di conquistare la cima del Pingarrón - che passa per tre volte di mano - il 28 febbraio i repubblicani riconquistano quasi tutto il terreno perduto preservando la comunicazione tra Madrid e Valencia: il tentativo dei nazionalisti di accerchiare la capitale è stato vanificato. Il costo in morti e feriti per entrambi i fronti contrapposti è però altissimo (si stimano 25000 caduti repubblicani e 20000 nazionalisti). (Informazioni tratte da P. Ramella, Il secolo breve spagnolo, Varallo, 2014, pp. 101-105; M. Puppini, In Spagna per la libertà , Udine, 1986, p. 79-80; A. Lopez, Il Battaglione Garibaldi. Cronologia, Roma, Aicvas, 1990, pp. 75-77).


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