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Singolo ente | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

Carcere di Udine

Descrizione: L’attuale istituto di Udine viene aperto nell’aprile del 1925. Infatti, da articoli di stampa dell’epoca risulta che vi vengono trasferiti detenuti, dal vecchio carcere di via Treppo, al nuovo. La struttura è composta da un piano terra e due piani ed ha la forma di una croce, nei cui bracci sono costruite celle più piccole rispetto a quelle più grandi che si trovano nella parte anteriore della croce. Il compendio è delimitato da un muro di cinta costruito in muratura che, all’epoca della costruzione, ha un'altezza di quattro metri. Su tutta la lunghezza del muro viene installata una ringhiera di protezione in metallo e, ad ogni angolo, viene edificata una garitta in muratura. All’interno della proprietà demaniale, vi sono anche uffici, alloggi per il personale, ed una piccola sezione femminile. Durante la seconda guerra mondiale nell’istituto vengono reclusi molti partigiani, molti dei quali poi uccisi all’interno del muro di cinta ed altri tradotti nei campi di concentramento in Germania, a disposizione del Comando Tedesco SIPO. Alcune di queste notizie sono desunte dalle testimonianze ricavate da un testo scritto sulla vita di un sacerdote, don Emilio De Roja, cappellano del carcere che opera per la liberazione dei prigionieri in collaborazione con la Brigata Partigiana Osoppo. Don Emilio è stato uno dei protagonisti della liberazione di Udine. Questi eventi ogni anno sono ricordati con brevi cerimonie all’esterno della struttura, organizzate dall’A.N.P.I. e dal Comune di Udine. Nel 1976, l’istituto ha risentito, seppure in maniera non grave, del terremoto. Negli anni, ha ospitato reclusi di ogni tipologia, anche personaggi noti del terrorismo e della criminalità organizzata. La struttura è stata in più occasioni adeguata e ampliata. Dal 1982 si realizzano attività di trattamento, scolastiche e formative a favore della popolazione detenuta. Nel 1995, su un terreno annesso al carcere, è stata costruita una nuova caserma per il personale di polizia penitenziaria e realizzato un poligono di tiro per l'addestramento del personale del triveneto. La Caserma è intitolata al maresciallo Antonio Santoro, ucciso il 6 giugno 1978, cui è stata conferita anche la medaglia d’oro al merito civile, alla memoria. Nel febbraio 2002 l’istituto viene parzialmente chiuso per due anni per dar luogo a sostanziali lavori di ristrutturazione dei reparti maschili. Nel maggio del 2004 viene riattivato e si attende la prosecuzione di un secondo lotto di lavori di edilizia per completare l’opera di ristrutturazione. Fonte: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_data_view.wp?liveUid=2014DAPCARD&Nome=UFF56937

Luogo: Udine
Data di fondazione: aprile 1925
Tipologia: Carcere o luogo di detenzione
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