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Singolo ente | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

Giustizia e Libertà  (GL)

Descrizione: L'evasione dal confino di Lipari di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti nel luglio del 1929 è l'evento da cui scaturisce la fondazione e la storia di Giustizia e Libertà . Queste tre personalità  dell'antifascismo arrivano a Parigi dove si trovano con Gaetano Salvemini, uno storico e intellettuale pugliese, emigrato politico in Francia. Insieme discutono l'idea di fondare un nuovo soggetto politico che rompa con i canoni tradizionali e ormai vecchi dei partiti politici esistenti. Lo slogan di Giustizia e Libertà  - nato ufficialmente in agosto - è "Bisogna insorgere per risorgere" e il logo, una spada fiammeggiante. Per obiettivo, si pongono una opposizione interna, in Italia, al fascismo, che in quel momento è rappresentata solo dal PCd'I che avrà  fin da subito una pessima opinione e un pessimo rapporto con questo nuovo organo politico. Togliatti, il leader dei comunisti, accusa, infatti, GL di essere una sorta di ala sinistra dello stesso PNF. Il primo centro interno di GL è costituito a Milano da Ferruccio Parri, Ernesto Rossi, Riccardo Bauer ma viene sgominato nell'ottobre del 1930 per la delazione di un affiliato, Carlo Del Re, un simpatizzante massone che per ragioni di rovesci personali vende GL alla polizia fascista. Lentamente i membri cercano di ricostituire un nucleo interno che si sposta da Milano a Torino. Tra i due centri - quello di Parigi e quello di Torino - esistono discrepanze sulle questioni dell'uso della violenza e delle linee d'azione: per Rosselli e il gruppo di Parigi, la violenza è ammessa nella forma di azioni dimostrative e, ovviamente, in quella più mirata di tirannicidio, ovvero di attentati al duce per accelerare la caduta del regime. Su questa posizione, invece, è molto più cauto il centro interno di Torino, l'opposizione in patria che è ovviamente necessaria alla sopravvivenza degli esuli e fuggiaschi all'estero, perché capace di tenere l'orecchio alla situazione reale in Italia. L'inclinazione torinese a una maggiore elaborazione intellettuale di un programma di sviluppo dell'antifascismo come fermento di tipo liberale e socialista proprio della guida di Rosselli, è all'origine della definizione storiografica di questa come della cosiddetta "Cospirazione degli intellettuali". Si deve a centro interno di Torino di GL la rivitalizzazione dell'antifascismo italiano fuori dall'Italia, ormai diviso e annoiato in diatribe e polemiche personalistiche da salotto che non hanno nessun riscontro nella lotta effettiva al regime fascista, che invece infiltra spia e dispiega forze di polizia politica per ridurre sempre più all'osso le forze antifasciste all'estero. Da Torino, infatti, giungono a Parigi tramite staffette e contrabbandieri, articoli e messaggi clandestini e elaborazioni intellettuali per il periodico «Quaderni di Giustizia e Libertà ». Tra i suoi membri più illustri, l'antifascista più anziano e maestro degli esuli, Augusto Monti, docente di Lettere al liceo Massimo D'Azeglio di Torino, e il suo allievo Carlo Levi, pittore e scrittore, già  collaboratore di Gobetti e esule a Parigi, dove aderisce a GL nel 1931; ancora, il giovanissimo Vittorio Foa, nel 1933; Massimo Mila, Cesare Pavese e Norberto Bobbio e Giulio Einaudi, fondatore della casa editrice omonima; tutti allievi del D'Azeglio e collaboratori torinesi della rivista di «La Cultura». Le loro elaborazioni intellettuali torinesi si troveranno, con pseudonimi, anche sul periodico del movimento i «Quaderni di Giustizia e Libertà », pubblicata a Parigi e distribuita clandestinamente in Italia. Giustizia e Libertà  assume, intanto, caratteristiche, se non di partito, almeno di partito potenziale, di gruppo ideologico-pratico indipendente ed eretico, specialmente nel periodo, a partire dal 1933, in cui viene in primo piano la personalità  di Carlo Rosselli, e si mira non alla restaurazione della vita democratica prefascista, ma a far nascere istituzioni democratiche nuove e un nuovo umanesimo per contrapposizione diretta, dialettica, col fascismo. Nel frattempo, dopo lunga preparazione da parte della polizia politica fascista - l'OVRA - attraverso una estesa rete spionistica efficace al centro della quale sta la figura di Dino Segre (alias Pitigrilli, fiduciario n.373 dell'OVRA), la retata del 15 maggio 1935 contro il nucleo interno di GL è un colpo durissimo: il regime, infatti, tollera ancora meno il dissenso, l'opposizione e la cospirazione che arriva da personaggi della borghesia intellettuale italiana, e vuole quindi debellarla in profondità  e a livello di massa. Segre arriva direttamente al cuore dell'organizzazione, diventando il messo di articoli e informazioni da Torino a Parigi: egli conosce Carlo Levi e Carlo Rosselli in persona, assicurandosi la fiducia dei membri di GL, considerati in generale dei cospiratori "ingenui", con molti legami e conoscenze ma privi di ogni accertamento sulle intenzioni di costoro. Nella retata, 250 persone sono arrestate e 41 deferiti al Tribunale Speciale, tra questi lo stesso Einaudi, ma non ne filtra nessuna notizia sulla stampa, per evitare che l'opinione pubblica conosca la diffusione tra i torinesi borghesi e intellettuali della "cospirazione" antifascista. Tra gli arrestati condotti a Roma per il processo al TS, alcuni resisteranno agli interrogatori fascisti e saranno poi tradotti direttamente nei carceri e nelle colonie di confino definitive - come Carlo Levi; altri cederanno e risponderanno in parte alle domande - come ad esempio Mila. Il 19 luglio 1936, intanto, si attesta l'inizio di quella che sarà  conosciuta come la guerra civile, anticamera della Seconda guerra mondiale, e terreno di prova degli antifascisti europei e internazionali prima delle lotte di Resistenza e Liberazione di quasi dieci anni dopo. Mentre i governi democratici restava indifferenti, sono infatti gli intellettuali e i militanti antifascisti di tutta Europa a sentirsi in dovere di portare il loro contributo alla lotta dei repubblicani spagnoli. Ovviamente Giustizia e Libertà  è subito tra questi, in prima linea. Rosselli convoca tempestivamente una riunione dei gruppi antifascisti "minori" per organizzare un'azione comune, nonostante l'iniziale attendismo dei comunisti e, grazie alla disponibilità  della CNT-FAI, il sindacato anarchico che organizzò la resistenza in Catalogna. L'atto costitutivo della "Colonna italiana Rosselli" è stipulato a Barcellona il 17 agosto 1936, da Carlo Rosselli, Mario Angeloni, e Camillo Berneri. Dopo un breve addestramento alla caserma Predalbes (poi caserma Bakunin), la colonna si unisce alla spagnola Colonna Ascaso, anarco-sindacalista, di cui diviene la Sezione Italiana ed è subito impiegata nella offensiva di Huesca e nella battaglia del Monte Pelato, al comando di Mario Angeloni. Il 28 agosto avviene il primo scontro con i nazionalisti nella battaglia del Monte Pelato, nella quale Angeloni è ferito gravemente e muore in ospedale a Sariñena. Il comando della colonna è assunto da Carlo Rosselli, con Giuseppe Bifolchi vicecomandante. Alla metà  di settembre, Rosselli propone all'ex segretario del PRI, Randolfo Pacciardi la formazione di una Legione antifascista italiana sotto il patronato politico dei partiti socialista, comunista e repubblicano e con il concorso delle organizzazioni aderenti al comitato italiano pro Spagna. Il 26 ottobre successivo, Pacciardi firma a Parigi l'accordo per la formazione del Battaglione Garibaldi e la progressiva confluenza in esso di tutte le formazioni di volontari italiani. In un discorso alla radio di Barcellona il 13 novembre 1936, Rosselli pronuncia la frase che poi sarà  il motto degli antifascisti italiani: "Oggi qui, domani in Italia". Successivamente insorgono contrasti all'interno della Colonna Italiana e ciò conduce all'uscita della componente minoritaria di Giustizia e Libertà , dei repubblicani e dei comunisti e alla nascita del Battaglione Matteotti. Il 6 dicembre 1936, Carlo Rosselli rassegna le dimissioni dal comando della formazione. I primi di giugno 1937, però, Carlo Rosselli soggiorna a Bagnoles-de-l'Orne per delle cure termali, raggiunto anche dal fratello Nello: il 9 i due vengono uccisi in un attentato da una squadra di "cagoulards", miliziani della "Cagoule", formazione eversiva di destra francese, su mandato, forse, dei servizi segreti fascisti e di Galeazzo Ciano. Assassinato Rosselli nel 1937, la successione della direzione del movimento e delle sue idee è assunta dal gruppo dei suoi collaboratori, che prendono contatti e a fanno sentire la loro influenza sui primi liberal-socialisti che italiani anche se nel complesso il movimento va assumendo una posizione difensiva, facendo valere solo in tono minore l'originalità  acquisita. Il movimento viene disperso nel 1940 con l'occupazione nazista della Francia e la rescissione dei legami con l'Italia, né venne ricostituito malgrado la maggior parte dei suoi rappresentanti all'estero sia riuscita a sottrarsi alla cattura continuando la lotta. Esso finisce col costituire, in seguito, uno degli elementi fondativi del Partito d'azione che intitola a Giustizia e Libertà  le proprie brigate partigiane nella Resistenza.

Luogo: Parigi
Data di fondazione: agosto 1929
Data di soppressione: 1940
Tipologia: Organizzazione politica
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