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Singolo ente | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

Liceo Classico Statale "Giuseppe Parini" di Milano

Precedentemente: Regio Ginnasio di Milano

Descrizione: Dopo l’unificazione nazionale, il Liceo di Porta Nuova - ex Regio Ginnasio di Brera - viene ribattezzato nel 1865 col nome di Liceo "Giuseppe Parini". Le discipline classiche continuano a costituire l’asse portante della formazione della classe dirigente, ma sotto l’influenza del positivismo la filosofia, studiata in forma elementare e sistematica e non storica, e le scienze matematiche e naturali acquistano un peso crescente. Nello spirito riformatore dell’età  giolittiana. il ministro Credaro promuove l’istituzione del Liceo moderno, di cui vengono aperte sezioni presso i Licei classici: esso prevede lo studio di due lingue straniere e il potenziamento delle discipline scientifiche, ma non l’insegnamento del Greco. Rispondendo alle esigenze della dinamica società  milanese del tempo, già  nell’anno scolastico 1911-1912 sono aperte presso il Parini due quarte ginnasiali del nuovo indirizzo, che accolgono ben settantasette studenti, contro i ventisei della sezione classica. Alla vigilia della riforma Gentile, che nel 1923 abolisce i Licei moderni istituendo i Licei scientifici, la scuola ha raggiunto un equilibrio tra sezioni classiche e moderne: due per indirizzo, con una lieve prevalenza di studenti del classico (settantatré) su quelli del moderno (sessantotto). L’ultima terza liceale moderna sarebbe uscita nel 1926-27: dall’anno successivo tutte le sezioni avrebbero applicato i nuovi programmi introdotti nel 1923 dalla riforma Gentile, con il loro impianto centrato sulle materie classiche e sulla storia della filosofia. Al rigore scientifico si affianca, anche nello studio delle discipline classiche, la sperimentazione didattica, soprattutto per quanto riguarda l’insegnamento “naturale” della lingua latina, promosso non come retorica esaltazione di una presunta vitalità  del mondo classico, ma come efficace metodo di apprendimento linguistico. A metà  degli anni Trenta il Parini si trasferisce da palazzo Longone in via Fatebenefratelli al nuovo edificio di via Goito, costruito su un’area precedentemente coperta dal grande Monastero di S. Marco. Negli anni della fascistizzazione e del consenso, nonostante il formale ossequio al regime, molti docenti del Parini mantengono la loro indipendenza morale. Non è un caso che un antifascista come Guido Mondolfo, costretto a lasciare il Berchet e respinto dal Manzoni, trovasse accoglienza al Parini, dove avrebbe insegnato fino all’emanazione delle leggi antiebraiche nel 1938. Il 1938-39, con la cacciata di una sessantina di studenti e di tre docenti ebrei dalla scuola, costituisce una grave discontinuità  nella storia dell’istituto, che nel suo spirito laico e risorgimentale, dall’unità  d’Italia aveva visto crescere tra i suoi studenti il numero dei giovani provenienti da famiglia ebraica. Negli anni Trenta presso il Liceo si tengono corsi di religione ebraica, affidati a docenti indicati dalla comunità  israelitica. La lezione di libertà  appresa al Liceo ispira l’azione antifascista di molti ex-studenti del Parini, tra i quali si possono ricordare gli architetti Banfi e Belgiojoso, poi deportati a Gusen, dove il primo trova la morte, e il giovane studente di Medicina Giambattista Mancuso, figlio del custode del Liceo, che cade combattendo durante la Resistenza. Dopo la Liberazione, il Liceo diventa un importante fattore di mobilità  sociale aprendo sempre di più le sue porte a giovani provenienti da classi sociali che fino ad allora escluse. Questa spinta si scontra, però, con istituzioni e programmi non riformati. Particolarmente sensibili a questa contraddizione sono proprio gli studenti del Parini, che con i loro movimenti anticipano quello che sarebbe stato poi il Sessantotto: il caso della “Zanzara”, giornalino scolastico i cui redattori sono processati per un’inchiesta sulla sessualità  tra i giovani, diventa un simbolo delle lotte antiautoritarie di quegli anni. Il liceo Parini ha, nei secoli XIX e XX, illustri docenti, tra i più famosi si ricordano Pio Raina, Francesco D’Ovidio, Luigi Illica, Luigi Rostagni, Antonio Banfi, Mario Untersteiner, Antonio Cantele, Luigi Castiglioni, Edmondo d’Arbela, Fernanda Wittgens, Cesare Musatti. Vi hanno inoltre studiato numerosi protagonisti della storia civile, letteraria, culturale, ed economica di Milano, quali Alessandro Manzoni, Tommaso Grossi, Carlo Cattaneo, Cesare Correnti, Carlo Tenca, Francesco Vallardi, Luciano Manara, Emilio Dandolo, Emilio Visconti Venosta, Giuseppe Missori, Felice Cavallotti, Clemente Rebora, Carlo Emilio Gadda, Dino Buzzati, Cesare Cases, Ernesto Nathan Rogers, Franca Valeri, Walter Tobagi. Fonte: http://liceoparini.gov.it/istituto/la-nostra-storia/

Luogo: Milano
Data di fondazione: 1865
Tipologia: Scuola o università
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