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Singolo ente | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

Arditi del Popolo

Descrizione: Con questa denominazione si riconosce la prima formazione antifascista sorta in alcune città  italiane nell'estate del 1921 per opporsi alla violenza incarnata dai gruppi paramilitari squadristi (i Fasci di combattimento fondati da Mussolini nel marzo 1919), già  espressa contro operai, contadini e membri di organizzazioni politiche di orientamento socialista e proletario, scese nelle piazze italiane e a occupazione di fabbriche e terreni nel corso delle lotte del Biennio Rosso (1919-1920). Nati dalla costola "di sinistra" degli Arditi d'Italia - ovvero di reduci della Grande Guerra e dell'impresa di Fiume - a Roma, in stretta collaborazione con i Comitati di difesa proletaria, gli Arditi del Popolo sorgono spontaneamente anche in altre località , in particolare a Monterotondo, in Toscana a Pisa e Livorno, in Emilia-Romagna a Parma, Umbria e in Campania. Iniziano a organizzarsi però in modo più consistente a partire dal luglio 1921, dopo scontri verbali e militari con le regie forze armate e con gli squadristi stessi. Le logiche politiche sottese alla costituzione nazionale degli Arditi del Popolo sono fin da subito magmatiche e conflittuali: al loro interno ci sono socialisti, anarchici, repubblicani, ex ufficiali ecc. Nonostante ciò, trovano un freddo consenso - quando non un aperto dissenso - da parte dei partiti di riferimento o di adesione dei singoli membri. In particolare, il PCd'I è quello che più prende le distanze dal progetto politico e dalle logiche paramilitari della formazione degli Arditi, nonostante al suo interno operino decine di iscritti al partito stesso. Al primo convegno nazionale di Roma (24 luglio 1921), il Direttorio si dichiara al di sopra di tutti i partiti per l'organizzazione tecnico-militare del popolo lavoratore. Nel periodo che va dalla fondazione alla dissoluzione - intorno alla fine del 1922 -, gli scontri si fanno sempre più cruenti e di carattere sempre più militare e persecutorio come: ad agosto del 1922 a Bari, Brescia e Parma (contro i fascisti di Balbo e Farinacci); a Roma nell'ottobre 1922 a San Lorenzo contro Bottai; a novembre a Napoli. Si contano poi miriadi di casi di violenze, assalti, pestaggi, incendi e anche attentati in giro per le città  italiane dove squadre fasciste e compagini di arditi si confrontano per un lungo anno di sangue, fino all'ascesa del fascismo al potere. Già  a partire dalla fine del 1922, infatti, il movimento si disperde nel caos politico governato dalla stretta del controllo di regime.

Luogo: Italia
Tipologia: Organizzazione politica
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