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Singolo ente | Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna

47. Brigata Garibaldi Carlo Monzani / 4. Divisione Piemonte

Descrizione: Nella seconda metà di settembre 1943 si costituisce il primo nucleo di armati, a Piano Audi, frazione di Corio Canavese. Lo comanda il maggiore Michelangelo Musso (Colonnello Musso). Dopo il durissimo rastrellamento dell\'8 Dicembre 1943, i sopravvissuti si ritirano sul Monte Soglio e in primavera hanno già riunito di nuovo intorno a loro tanti giovani da costituire il Gruppo Soglio. Dopo i tragici fatti dell\'aprile 1944, la morte di Nicola Alfonso Prospero e i rastrellamenti che durano tutto il mese, solo il distaccamento di Forno Canavese si mantiene compatto e si sposta attraverso Cuorgnè, prima a Chiesanuova, dove viene attaccato, poi a Sale, dove subisce altri scontri, e infine sul Monte Quinzeina. Il distaccamento è diviso in due plotoni uno al comando di Piero Maggi (Maggi), l\'altro di Claudio Borello (Moro). A maggio si costituiscono le Brigate Garibaldi, dal Distaccamento Moro nasce la 18. Brigata che torna a presidiare Forno, dal Distaccamento Maggi la 47. Brigata Carlo Monzani. La 47. è protagonista di diversi eventi nel corso della Resistenza, in particolare, quello che porta alla strage di Forno Canavese del 9 dicembre 1943. Il 6 dicembre, infatti, la Monzani effettua una puntata in un deposito d’armi a Lombardore prelevando un mortaio, quattro mitragliatrici e parecchi fucili e munizioni, poi nascosti nel santuario della frazione Milani di Forno con il consenso del cappellano don Felice Pol. Il giorno seguente, una colonna corazzata tedesca aggredisce Forno e, presi in ostaggio alcuni civili, attacca le forze partigiane, schierate tra le frazioni Milani e Prataglione. L’impossibilità di sostenere lo scontro con un nemico molto più numeroso e dotato di pezzi d’artiglieria, obbliga i partigiani a ritirarsi, attraverso il colle del Bandito, sul monte Soglio abbondantemente innevato, non senza aver subito la perdita di quattro compagni e la cattura di altri diciotto. Dopo essere stati torturati, i prigionieri vengono poi fucilati il giorno 9 davanti agli abitanti di Forno, radunati con la forza davanti alla Casa del fascio (si veda: http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=1003). In seguito un altro episodio importante interessa la 47. Brigata Monzani: Prospero, comandante della Monzani, viene accusato di tradimento dal Comando partigiano delle valli di Lanzo per aver avviato trattative con i nazisti allo scopo di creare una zona franca tra Cirié e Cuorgnè, quindi arrestato ed ucciso il 13 aprile con i suoi principali collaboratori. La vicenda scuote il battaglione stanziato a Forno, tanto che il comandante Piero Maggi (Monti) incontra non poche difficoltà nel riorganizzarne gli uomini. Seguono ancora rastrellamenti condotti con mezzi corazzati che colpiscono ripetutamente Corio e Forno, causando la morte in battaglia o per fucilazione di ben 23 partigiani. Nella primavera del 1944 nuove ondate di giovani si uniscono alle formazioni partigiane del canavese e con il maggio-giugno 1944 le bande si riorganizzano ovunque come vere e proprie formazioni, articolando meglio al tempo stesso la propria presenza territoriale. Nell’Alto Canavese occidentale si forma, quindi, la 4. Divisione Garibaldi Piemonte, suddivisa nella 18. Brigata Saverio Papandrea insediata a Corio, nell’80. Michelangelo Peroglio schierata tra Rocca e Levone, nella Brigata Manovra dislocata a Forno, nella 49. Domenico Viano collocata a Canischio, nella 50. Mario Zemo sistemata ad Alpette e nella 47. Carlo Monzani stanziata tra Pont e Ronco. Comandante di divisione viene nominato Giovanni Picat Re (Perotti). Tra marzo e aprile del 1945, i nazifascisti riescono a colpire le forze partigiane con un ultimo rastrellamento tra Corio e Forno e con l’uccisione di alcuni quadri di comando attratti in un’imboscata. Le formazioni, quindi, moltiplicano gli attacchi contro presidi ed autocolonne, i sabotaggi delle infrastrutture, le liberazioni di prigionieri e le catture di nemici. L’insurrezione vede, il 25 e il 26 aprile, la 47., la 49. e la 77. brigata attaccare il presidio fascista di Cuorgnè e costringerlo alla resa, mentre le altre formazioni si dirigono verso Torino e occupavano via via la stazione ferroviaria Dora, le caserme Valdocco e Cernaia, la sede della compagnia telefonica Stipel e gli alti comandi tedeschi. Nonostante l\'ormai prossima Liberazione, le brigate del canavese - compresa la 47. - continua a riportare ingenti perdite a causa della scomposta ritirata nazista verso la Val d\'Aosta attraverso Cuorgnè ancora il 30 aprile 1945.

Luogo: Corio
Data di fondazione: maggio 1943
Tipologia: Formazione partigiana (seconda guerra mondiale)
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