Fontana Secondo detto “Dino”, nato il 30 luglio 1903 a Sizzano (Novara). Emigra ancora bambino in Svizzera e poi in Francia, Svolge il suo apprendistato di sarto a Lione, dove vive fino all’inizio degli anni ’30, prima di stabilirsi a Cagnes-sur-Mer, dove risiede con la moglie Alexandrina in Passage Jean Pons a Cros de Cagnes. Lì partecipa a tutte le campagne antimilitariste e alle manifestazioni a sostegno di Sacco e Vanzetti, ed è un sostenitore dell’esperanto, del vegetarianismo e del naturismo. Verso i 30 anni si reca a Valencia (Spagna) per incontrare i responsabili della rivista anarchica neomalthusiana "Estudios". Allo scoppio della guerra civile spagnola si arruola come volontario ma, rifiutandosi di portare le armi, è assegnato al confine dei Pirenei per sorvegliare l’attraversamento dei volontari. Rientrato in Francia in data ignota, nel 1937 è membro del gruppo della Federazione anarchica di lingua francese (FAF) di Cagnes-sur-Mer (Alpi Marittime), di cui fanno parte anche sua moglie Alexandrina, i coniugi Umberto e Maria Sanna, Joseph Campanelli ed Ernest Berthier. Nel maggio 1937 i coniugi Fontana e Sanna vengono proposti per l’espulsione dal territorio. Durante la Seconda guerra mondiale e l’occupazione è internato per tre anni nel campo di Vernet e poi in un campo nell’Isère. Dopo la guerra torna in Italia, dove si stabilisce a Carpignano Sesia (Novara) e riprende il mestiere di sarto. Lavora alcuni mesi all’anno, trascorrendo il resto del tempo in viaggio in bicicletta. A volte trascorre l’inverno sull’Isola del Levant e partecipa a diversi campeggi libertari in Francia. Ospita spesso compagni nella sua casa verde di Carpignano, decorata con la stella esperantista. Fontana muore all’ospedale di Nîmes (Gard) nell’ottobre 1982. Lascia in eredità la sua biblioteca al Comune di Carpignano e i suoi archivi al CIRA di Losanna.
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