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persona singola – Antifascisti combattenti e volontari della Guerra di Spagna
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Pio Turroni

Cognome: Turroni
Nome: Pio
Data di nascita: 30 maggio 1906
Luogo di nascita: Cesena (Cesena)
Data di morte: 7 aprile 1982
Luogo di morte: Cesena (Cesena)
Professione: Cementista

PROFILO BIOGRAFICO
LEGATE A QUESTA BIOGRAFIA

Bibliografia
  • La Spagna nel nostro cuore : 1936-1939: tre anni di storia da non dimenticare / edito a cura dell'AICVAS, Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna. - Roma : AICVAS, 1996. - 607 p. : ill. ; 24 cm., p. 470.
  • Antifascisti nel casellario politico centrale / [a cura di] Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti. V. 18: Tadejevic-Venturini / a cura di Simonetta Carolini ... [et al.] ; coordinatore Adriano Del Pont. - Roma : ANPPIA, 1994. - 447 p. ; 24 cm.. - (Quaderni dell'ANPPIA ; 18), p. 290.
  • Dizionario biografico degli anarchici italiani / diretto da Maurizio Antonioli ... [et al.]. V. 2: I-Z. - Pisa : BFS, [2004]. - 802 p., [8] c. di tav. : ill. ; 25 cm.. - [ISBN] 88-86389-87-6. - [BNI] 2005-5992., 108, 211, 368, 371, 372, 399, 448, 502, 566, 583, 635 (voce biografica), 698, 699; e nel vol. I dello stesso Dizionario alle pagg. 37, 47, 114, 221, 234, 260, 295, 449, 515, 537, 538, 590, 675, 765. In questa fonte bibliografica sono presenti ulteriori riferimenti archivistici e bibliografici
  • SIDBRINT - Memòria Històrica Brigades Internacionals, http://sidbrint.ub.edu/ca/node/31375 (Url consultato il 24/01/2018)
  • SIDBRINT - Memòria Històrica Brigades Internacionals, http://sidbrint.ub.edu/ca/node/31375 (Url consultato il 24/01/2018)
  • La colonna italiana / a cura di Alvaro Lopez. - Roma : [s.n.], 1985. - 51 p. : ill. ; 30 cm. - (AICVAS / Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna ; 5), p. 40.
  • I forlivesi garibaldini in Spagna. - [S.l. : s.n.], 1973 (Forlì : Coop. Ind. Graf.). - 87 p. : ill. ; 24 cm. - Titolo della copertina. - La documentazione è stata raccolta da Berto Alberti (Battaglia), p. 51.
  • Antifascisti emiliani e romagnoli in Spagna e nella Resistenza : i volontari della Repubblica di San Marino / Luigi Arbizzani ; con la collaborazione di Cesarino Volta e Antonio Zambonelli. - Milano : Vangelista, [1980]. - 237 p., [20] carte di tav. : ill. ; 21 cm. - (Storia del mondo contemporaneo). - Seguono scritti di vari.. - [BNI] 81-10075., p. 144-145.
  • Collezioni digitali Biblioteca Franco Serantini, http://bfscollezionidigitali.org/index.php/Detail/Object/Show/object_id/2234 (Url consultato il 14/03/2018)
  • Antifascismo, volontariato e guerra civile in Spagna : la sezione italiana della Colonna Ascaso / Enrico Acciai. - Milano : Unicopli, 2016. - 282 p. ; 21 cm. - (Biblioteca di storia contemporanea ; 42). - [ISBN] 978-88-400-1875-1., p. 178, 181.
Fonti archivistiche
  • INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, fondo Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna (AICVAS), b. 54, fasc. 202. Estremi cronologici: 14/09/1926 - 09/01/1984; - altre carte sd. [1946 - 1983. Riferimenti: Link1.
  • INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, fondo Cantaluppi Augusto, fasc. 30.
  • ACS - Archivio Centrale dello Stato, fondo CPC - Casellario Politico Centrale, b. 5253, fasc. 114599. Numero ordine II volume ACS: 114599. Estremi cronologici: 1933-1943. Annotazioni: iscritto alla Rubrica di frontiera Riferimenti: Link1.
  • Biblioteca Panizzi, fondo Famiglia Berneri - Aurelio Chessa. Annotazioni: Il fondo conserva le carte private di Pio Turroni. Riferimenti: Link1.
Bibliografia nascosto
Altri riferimenti
Presente in Rubrica di frontiera

Documenti

Pio Turroni

Cognome: Turroni
Nome: Pio
Data di nascita: 30 maggio 1906
Luogo di nascita: Cesena (Cesena)
Data di morte: 7 aprile 1982
Luogo di morte: Cesena (Cesena)
Professione: Cementista

PROFILO BIOGRAFICO

Materiali e documenti


Documenti
Prima della guerra di Spagna

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Commenti

  1. 219. TURRONI Pio
    (Cesena (Forlì) 30.5.1906 – Cesena 7.4.1982)
    Nato da Giuseppe, muratore, e Virginia Magnani. Si avvicina all’anarchismo giovanissimo. Emigra in Belgio nel 1923 per sfuggire alle persecuzioni fasciste e nel 1925 in Francia, partecipando all’azione antifascista e nel 1927 alle agitazioni parigine per Sacco e Vanzetti. Dai primi del 1933 a metà 1935 è l’animatore, sotto la direzione di Camillo Berneri, del Gruppo Edizioni Libertarie di Brest che edita L’operaiolatria di Berneri, La Guerra che viene di Simone Weil e Il governo forte di Francesco Amoroso. Si lega a Nestor Makhno, che a lui affida le sue ultime volontà all’ospedale di Parigi prima di morire. Successivamente soggiorna a Marsiglia e, nel 1936, a Vichy. Allo scoppio della guerra di Spagna si arruola nell’agosto 1936 nel quarto scaglione della Sezione italiana della Colonna “Ascaso” e il 20 ottobre 1936 è ferito in combattimento presso Huesca. Si sposta sul fronte di Caspe (Teruel), dove a Belchite è di nuovo ferito il 3 marzo 1937. Dopo l’assassinio di Camillo Berneri ne rileva il ruolo di “commissario politico” dei volontari anarchici italiani. A fine luglio, dopo aver dato alle stampe le edizioni italiana e spagnola di Mussolini alle Baleari di Berneri, lascia la Spagna per trasferirsi a Marsiglia.
    Nel gennaio 1938 propone alla CNT-FAIb di Barcellona – che lo approva – un attentato a Mussolini da compiere la prima settimana di agosto, periodo che tutti gli anni Mussolini passa con la famiglia a Riccione, ma al momento dell’azione ritardi e disguidi fanno trascorrere tempo prezioso e si deve amaramente rinunciare. Nel corso del 1939 diventa il punto di riferimento a Marsiglia per gli aiuti inviati dagli anarchici italo-americani de «L’Adunata dei refrattari» e allo scoppio della guerra è arrestato “per attività anarchiche e per l’azione svolta a favore dei rifugiati spagnoli” e rinchiuso nel “Forte Saint-Nicolas” da cui è rilasciato a fine maggio 1940 per essere nuovamente arrestato il 1° luglio e internato nel campo di concentramento di Villemagne (Gard). Avvertito che lo avrebbero condotto alla frontiera italiana e consegnato alle autorità fasciste, evade nel gennaio del 1941 e in qualità di combattente volontario in Spagna ottiene un passaporto dal Console messicano a Marsiglia (tramite l’aiuto di Emilio Lussu). Un primo tentativo di imbarco con Aldo Garosci fallisce per la delazione di un marinaio francese; riarrestato a Marsiglia, evade nuovamente dalla prigione militare “Forte Saint-Jean” e, dopo una lunga odissea che lo porta ad Algeri con Leo Valiani, raggiunge Casablanca dove, dopo mesi di attesa, si imbarca su una nave con milletrecento passeggeri in gran parte profughi spagnoli e arriva in Messico il 20 dicembre 1941 e vi soggiorna poco meno di due anni allargando conoscenze e contatti con compagni e fuoriusciti antifascisti. Imbarcatosi in Belize a fine giugno 1943, dopo aver fatto tappa a New York, Boston, Halifax (Canada), giunge a Liverpool, in Inghilterra, dove è subito arrestato dalle autorità britanniche e condotto nel campo di concentramento n. 1, nella periferia di Londra. Rientrato a Napoli il 1° dicembre 1943, si dedica subito alla ricerca di compagni nella zona “liberata” dagli Alleati, cercando di stabilire i contatti per la ripresa del movimento anarchico. Con Giovanna Berneri, Cesare Zaccaria e Armido Abbate, a Napoli dà vita all’Alleanza dei Gruppi Libertari dell’Italia Meridionale e al Gruppo Editoriale Rivoluzione Libertaria. Solo molto più tardi le autorità italiane di Roma concedono l’autorizzazione per il giornale «Volontà», trasformato dopo il 2° congresso nazionale della FAI (Bologna, marzo 1947) in rivista, di cui è “gerente responsabile” fino al trasferimento della testata, nel 1980, al Gruppo Anarchico Bandiera Nera di Milano. Nello stesso tempo è tra i promotori, con Nino Malara, Giordano Bruch ed altri, di un convegno anarchico a Cosenza (5-6 giugno 1944) e a Napoli (20 giugno 1944). Nel settembre 1944 e nell’aprile 1945, a Bari è arrestato a due riprese da pattuglie della polizia anglo-americana mentre affigge manifesti anarchici sui muri dell’Università. Verso la fine dell’anno è a Roma, dove figura tra i patrocinatori della rinascita di «Umanità Nova». A guerra finita, di ritorno in Romagna, si impegna nella ripresa della stampa libertaria, dando vita con Armando Borghi, Umberto Consiglio e Primo Bassi, alle riviste «Bresci», «I martiri di Chicago», «Olocausto», «L’Aurora». Partecipa al convegno interregionale della Federazione comunista libertaria Alta Italia (Milano, giugno 1945). Dopo il congresso costitutivo della Federazione anarchica italiana a Carrara (settembre 1945), nominato nella Commissione cultura, organizza conferenze in Romagna ed in altre regioni. Tra il ‘46 e il ‘47 sostiene moralmente e finanziariamente, tramite gli anarchici italo-americani de «L’Adunata dei refrattari», l’iniziativa dei giovani che a Milano pubblicano il quindicinale «Gioventù Anarchica» (P.C. Masini, C. Doglio e V. Galassi). Alla fine del 1949, con Gigi Damiani, crea ad Ancona il quindicinale «L’AntiStato», iniziativa tesa a presentare il gruppo come il portavoce della “corrente antiorganizzatrice”, in vista del 4° congresso nazionale di Ancona (dicembre 1950) e, dopo questo, il gruppo editoriale L’Antistato che continua le pubblicazioni per ventisei anni e che, solo nel 1976, è trasferito a Milano ed affidato al Gruppo anarchico Bandiera nera. Come “gerente” del giornale «L’AntiStato» è processato nel 1951 per “vilipendio alla magistratura” e condannato a sei mesi di reclusione. Subisce altri tre processi, arrivando fino alla Cassazione con l’accusa di “incitamento a ribellarsi alle leggi” per aver fatto propaganda anti-elettorale. Dal dopoguerra alterna il mestiere di muratore con cui si guadagnerà da vivere, con il gravoso lavoro di coordinazione di numerose attività anarchiche. Nelle sue “battaglie sulle idee” gli furono particolarmente vicini Gigi Damiani, Aurelio Chessa, Armando Borghi, Max Sartin, Michele Damiani e tanti altri che presero iniziative in difesa di quelli che, appunto, essi ritenevano i caratteri fondamentali dell’anarchismo. Un primo importante banco di prova in questo senso, venne intrapreso da T. e Borghi contro il Comitato interregionale tosco-laziale che, a partire dal settembre 1949, aveva iniziato a pubblicare il mensile «L’Impulso». Questo gruppo (formato da Pier Carlo Masini, Arrigo Cervetto, Ugo Scattoni, Renzo Sbriccoli e Lorenzo Parodi), costituitosi dopo il 3° congresso nazionale di Livorno (aprile 1949), pur dichiarandosi sempre ligio ai principì anarchici, rappresentava invece ai suoi occhi una pericolosa testa di ponte verso una concezione “classista” dell’azione rivoluzionaria e, cosa ancor più grave, una perniciosa “deriva sindacalista e organizzativa” estranea al movimento anarchico. «L’Impulso», invece, rimproverava a testate come «Volontà» e «L’Aurora» una concezione “resistenzialista” e “residuale” del tutto inadeguata alla fase storica. L’esigenza organizzativa, in effetti, era assai sentita dai componenti de «L’Impulso», i quali, in occasione del loro primo convegno costitutivo (Genova, febbraio 1951), espressero la loro esigenza “per un movimento orientato e federato” in questi termini: “Organizzarsi al 100 per cento”. Dopo questo convegno, «L’Impulso» diventa l’organo dei Gruppi Anarchici d’Azione Proletaria (GAAP) che continua le sue pubblicazioni fino al 30 aprile 1957, quando la Federazione comunista libertaria confluisce nel Movimento della Sinistra comunista. Da questo momento, di concerto con altre formazioni politiche (Azione comunista, Partito comunista internazionalista, Gruppi comunisti rivoluzionari), l’organo del gruppo sarà il giornale «Azione comunista». Avendo intravisto per tempo l’insidiosità di questa “deriva politico organizzativa”, T. ed altri compagni decisero di stilare a beneficio del movimento un “bilancio” su Un trentennio di attività anarchica (1914-1945), bilancio che, nei loro intenti, doveva “smascherare l’intrigo” messo in opera dai GAAP e affini. Nella primavera del 1963 segue con interesse l’iniziativa che a Milano promuove il periodico «Materialismo e Libertà» (tre soli numeri usciti), animato da Giovanni Corradini, Amedeo Bertolo et alii, che si faceva latore di una tesi sviluppata a suo tempo da Bruno Rizzi circa il processo di “feudalizzazione industriale” incombente sulla società contemporanea. Una tesi riproposta dieci anni dopo in un fascicolo esplicitamente dedicato dai “Quaderni dell’AntiStato” all’Anarchismo ‘70, un’analisi nuova per la strategia di sempre. E’ uno dei protagonisti della scissione della Federazione Anarchica Italiana (FAI) all’8° congresso di Carrara (ottobre-novembre 1965) ed alla costituzione, durante il convegno di Pisa (dicembre 1965), dei Gruppi di Iniziativa Anarchica (GIA), nati per reazione al tipo di organizzazione “strutturata” che si è data la FAI nel congresso di Carrara e dal timore che la Corrente anarchica nella CGIL possa essere condizionata dall’egemonia comunista. È anche il principale promotore e direttore responsabile da marzo 1966 a luglio 1968 del periodico «L’Internazionale» alternativo ad «Umanità Nova» rimasta alla FAI. Negli anni ‘70, oltre a tener viva la corrispondenza di collegamento nazionale e internazionale, cerca di trovare accordi con compagni di vario orientamento per l’attività propagandistica e in particolare per la difesa delle vittime della repressione. Dopo l’interruzione del lavoro di muratore per “raggiunti limiti di età”, pur avendo diritto ad una pensione di guerra, in ossequio ai suoi ideali rifiuta d’avvalersi di emolumenti statali. Muore di cancro
    FONTI Archivio Centrale dello Stato, Casellario politico centrale
    Centro studi libertari archivio G. Pinelli, Fondo Turroni;
    Archivio famiglia Berneri-A. Chessa, Memoria di Pio Turroni dopo il suo ritorno in Italia, s. d. ma veros. dell’agosto 1944;
    Relazione del Gruppo editore “L’Antistato”, «Iniziativa Anarchica», 1965
    L. Farinelli, Il muratore dell’anarchia, «L’Internazionle», n. 5, mag. 1982;
    U. Marzocchi, È morto Pio Turroni, «Umanità nova», 25 apr. 1982; «Bollettino dell’archivio G. Pinelli», n. 6, lug. 1996.
    Turroni Pio, Un trentennio di attività anarchica (1914-1945), 1953;
    La Resistenza sconosciuta. Gli anarchici e la lotta contro il fascismo. I giornali anarchici clandestini 1943-45, 1995;
    Bertolo A, Pio Turroni. Muratore dell’Anarchia, «Libertaria», lug.-set. 2003.

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